Da maggio 2025 l’Azienda Sanitaria avvierà verifiche a campione: è necessario aggiornare il DVR
La silice libera cristallina respirabile è ufficialmente classificata come cancerogeno (All. XLII del D.Lgs. 81/2008). La sua esposizione, particolarmente rilevante in edilizia, comporta obblighi precisi per i datori di lavoro. Il limite di esposizione professionale è fissato a 0,1 mg/mc su 8 ore.
Perché è un rischio concreto?
La silice è presente in moltissimi materiali da costruzione: sabbia, cemento, argilla, granito, mattoni. Diventa pericolosa quando, durante lavorazioni come taglio, perforazione, demolizione o levigatura, si libera sotto forma di polveri fini respirabili (inferiori ai 10 micron).
Obblighi per le imprese
Tutte le imprese edili devono:
- Valutare il rischio e aggiornare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
- Adottare misure tecniche e organizzative per ridurre l’esposizione: lavorazioni umide, attrezzature con aspirazione, confinamento delle aree, uso di DPI adeguati
- Coinvolgere il medico competente per aggiornare il protocollo sanitario e, se necessario, istituire il registro degli esposti
Controlli in arrivo
A partire da maggio 2025, le Aziende Sanitarie della Regione avvieranno verifiche a campione presso le imprese edili per accertare la corretta gestione del rischio silice. Saranno controllati in particolare:
- L’effettiva adozione delle buone pratiche
- L’utilizzo di dispositivi e tecniche per l’abbattimento delle polveri
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